Il lungo inganno

Basta leggere i primi paragrafi di questo articolo di Scienzainrete, per sobbalzare. Ma come da così tanto tempo (1898) si sapeva della pericolosità dell’amianto?

Ma poi passata la sorpresa iniziale e andando avanti nella lettura, rivengono alla mente tutte le vicende analoghe di industrie diverse (tabacco, nucleare e perché no forse scopriremo telefonini, OGM…). Infatti non solo si dimentica, ignora, sbeffeggia il principio di precauzione, ma si cerca di imbrogliare sui dati, di rendere fumoso il tutto, dichiarando che non si hanno prove sufficienti per fermare un lucroso business.

Mondo senza qualità

Lavagna con 2 + 2

Quando iniziai a lavorare nel 1987 ero in una multinazionale, e vari corsi insistevano sulla qualità. Cambiata azienda dopo tre anni, ricominciai con i corsi sulla qualità globale.

La qualità, si diceva, era l’unica vera risorsa per vincere la concorrenza. Oramai, continuavano a dire, i prodotti funzionano tutti bene e la qualità da quel di più. In effetti c’era un po’ di ragione, ma come mai parlare tanto di qualità? Si parla di qualcosa che manca. E i servizi e prodotti davvero funzionavano tutti bene? E come era in precedenza? Non si diceva infatti che le cose di una volta erano più resistenti e durature?

Divario

Nella Svizzera, uno Stato ben organizzato, la mancanza delle perdite e delle distruzioni della guerra, hanno fatto sì che il dopoguerra segnasse subito l’inizio del benessere. Rispetto al resto della Svizzera, questo miglioramento è stato più tardivo nei Canton Grigioni, ma certo ora c’è proprio un elevato benessere.

Quando si guarda alla distribuzione della ricchezza però c’è qualcosa di inaspettato. Nel 1945 la ricchezza cantonale era così distribuita:

  • la metà meno ricca della popolazione possedeva il 17.6% della ricchezza
  • il 10% più ricco il 47.6%
  • e di questi l'1% più ricco possedeva il 16.8%.

Nel 1991 la situazione si era evoluta nel senso che:

Machiavelli e l'unità d'Italia

Ritratto di Machiavelli

Scriveva Machiavelli:

Abbiamo, adunque, con la Chiesa e con i preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati sanza religione e cattivi:

ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione della rovina nostra. Questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa. E veramente, alcuna provincia non fu mai unita o felice, se la non viene tutta alla ubbidienza d’una republica o d’uno principe, come è avvenuto alla Francia ed alla Spagna.

La banda degli onesti

Immagine in evidenza

L’approfittarsi e la corruzione in Italia vengono da lontano. È una mancanza di senso dello Stato, è fregarsene degli altri, è l’elogio della furbizia, è la mancanza di una visione meno piccina del mondo, della vita, del proprio paese.

Nel film la Banda degli onesti l’antefatto e le motivazioni degli onesti, che li portano a formare la “banda”, che poi non sarà tale, sono da manuale.

Si consideri la scena in cui il portiere Totò e il ragionier Casoria vanno a controllare il carbone. Fino a quel punto il ragioniere si è presentato ligio e pieno di sé. Stanno nel corridoio delle cantine e il ragioniere dice che poi si possono accordare. È un attimo, tutti noi capiamo, ed anche Totò capisce e da grande attore passa da una faccia sorridente, ad una faccia tesa e scura. Guardatelo anche al rallentatore, un grande attore, ed uno che sa come le cose vanno in Italia.

Sembrate svizzeri!

Alle volte una piccola frase ti fa capire molto, altre volte si dimostra un po’ profetica. Mia moglie ed io eravamo a quei tempi nel sud Italia ed uno dei nostri figli aveva gravi problemi a scuola, perché lo trattavano con violenza psicologica.

La Direttrice scolastica ci aveva detto che non intendeva far niente perché le mancavano meno di due anni per andare in pensione. Tradotto (per chi è svizzero) significava che voleva non avere discussioni né grane e lavorare il minimo possibile.

Se tutti facessero...

Se tutti facessero ciò che la burocrazia italiana chiede, se tutti seguissero alla lettera quello che le circolari dei vari enti impongono, se tutti seguissero le indicazioni dei moduli…allora sarebbe la fine della burocrazia italiana, allora tutto si bloccherebbe.

La burocrazia italiana vive solo perché gli italiani seguono spesso strade alternative, alle volte rinunciano a pretendere un loro diritto o si stufano di aspettare. La burocrazia italiana sarebbe presto al collasso se si seguissero i suoi diktat fino in fondo.